Depeche Mode – Global Spirit Tour 2017 (Recensione concerto 27-06-17)

Going Backwards
So Much Love
Barrel of a gun
A pain that i’m used to (Jacques D’Cont remix version)
Corrupt
In your room
World in my eyes
Cover me
A question of lust
Home
Poison heart
Where’s the revolution?
Wrong
Everything counts
Stripped
Enjoy the silence
Never let me down again
Somebody
Walking in my shoes
Heroes (cover di David Bowie)
I feel you
Personal Jesus

 

“Global spirit tour” è una tournèe del gruppo inglese Depeche Mode che ha toccato (al momento della scrittura ha toccato e, domani toccherà) tre stadi italiani, Roma, Milano e Bologna, nel mio caso, ho potuto assistere alla data milanese.
E’ un periodo che mi sto togliendo un po’ di sfizi, non lo nego, vedere i Depeche Mode era un desiderio che mi girava nella testa da tempo e, finalmente, assieme ad altre 55.000 persone (solo a San Siro) sono riuscito a evadere questo mio sfizio.
Dopo l’introduzione del concerto con l brano “Revolution #9” dei The Beatles, Dave Gahan e soci salgono sul palco e iniziano con la loro festa.
Il gruppo di Basildon inizia con alcuni brani del nuovo album, l’apertura spetta al loro ultimo singolo, “Going Backwords”, tratto dalla loro ultima fatica pubblicata a marzo di quest’anno.
Le parole per descrivere sono davvero poche, purtroppo, e di sicuro non si può riuscire ad esprimere per bene lo spettacolo vissuto, tra Dave Gahan che è un animale da palco ancora adesso, i grandi brani in scaletta, i testi, gli arrangiamenti a dir poco eccezionali (ma questo lo si sa anche senza andare a un concerto), le grafiche formate da tre schermi fa sembrare tutto una grande festa (e infatti il concerto s’è rivelato essere tale).
Il pubblico che non si ferma mai (sia su pezzi ballabili che su quelli più lenti) è la conferma che il gruppo, nonostante i quasi 40 anni d’attività (eh si, quest’anno sono 37 anni dalla prima formazione) che la vera musica non muore mai, infatti, c’era ogni fascia d’età ad assistere a tutto ciò.
Quando arrivano i momenti dove il pubblico si “autoattribuisce” il compito di fare i cori si va avanti per un bel po’ con la band che asseconda il pubblico e, dai maxischermi, si può notare la felicità di questa cosa da parte dei Depeche.
Inutile dire che i momenti dove tutto lo stadio s’è fatto sentire è quando vengono fatte le canzoni tratte dall’album “Violator” del 1990 (si parla di brani come “World in my eyes”, “Enjoy the Silence” e “Personal Jesus”, no non è una raccolta quest’album per chi non lo sapesse).
Personalmente, il momento da pelle d’oca, è stato l’omaggio all’amico David Bowie con la reinterpretazione di “Heroes” (per chi non lo sapesse è il brano preferito dal sottoscritto) e, sentirla cantare da loro, è stata veramente una grande emozione
Nonostante tantissime hit tolte dalla scaletta come “Precious”, “Heaven”, “Strangelove” “Just Can’t Get Enough”, “Dream on” e molte altre questa grande festa (visto che ormai l’abbiamo definito così) è assolutamente qualcosa da rivedere, infatti, molto probabilmente, il mio prossimo acquisto saranno i biglietti per Assago

“Tiziano Ferro – Il mestiere della vita Tour 2017” (San Siro, 16 Giugno 2017)

Il mestiere della vita
Epic
Solo è solo una parola
L’amore è una cosa semplice
Valore assoluto
Il regalo più grande
My steelo/ Hai delle isole negli occhi/ Indietro
La differenza tra me e te
Ed ero contentissimo
Sere nere
Xdono
Il sole esiste per tutti/ Senza scappare mai più
E Raffaella è mia
Ti scatterò una foto
Imbranato/ Troppo buono/ E fuori è buio
Per dirti ciao
La fine
Lento/Veloce
Rosso relativo
Stop dimentica
Xverso
Alla mia età
L’ultima notte al mondo
Mi sono innamorato di te
Incanto
Lo stadio

Il conforto
Non me lo so spiegare
Potremmo ritornare

“Il mestiere della vita Tour 2017” è un tour del cantante di Latina Tiziano Ferro, che ha toccato, sta, e toccherà i  più grandi stadi italiani.
Ho avuto di partecipare alla prima data Milanese, quella del 16 giugno.
Ho deciso d’andare al concerto di Ferro dopo avere visto in TV un’esibizione (pubblicata anche nel DVD “TZN – Lo stadio tour edition”) perché rimasi molto colpito dalle sue esibizioni (prima d’ora non avevo mai seguito l’artista nonostante conoscessi le sue Hit a memoria).
Sorpresa dell’inizio, il concerto inizia in perfetto orario! Da quel che ricordo è la prima volta che m’accade.
L’intro del concerto è uno spettacolo unico, visibile anche in vari video su youtube (se dovete ancora andare al concerto non cercatelo!), tutto basato con l’acqua (della quale, sinceramente, non ho capito se fosse vera o un effetto scenico a dir poco perfetto), dopo quasi due minuti di discorso (presumo registrato) la piattaforma del palco s’abbassa e si parte con la title-track dell’ultimo album, una passerella mobile che, durante la serata verrà utilizzata diverse volte.
Dopo tre canzoni tratte dall’ultimo album cominciano ad arrivare anche alcune delle Hit (ovviamente alternate anche agli ultimi brani usciti).
Partono urla, prevalentemente dalle ragazzine (davanti a me avevo delle sedicenni che non conoscevano brani come “Xdono”), molti momenti lenti ma anche momenti di piena energia dove “Lo stadio” prende letteralmente veramente fuoco (dell’energia del pubblico ovviamente).
Bellissimo il discorso di Tiziano in merito all’omosessualità e ai diritti.
Unica pecca del concerto? purtroppo le hit cominciano ad essere parecchie, quindi qualche brano, ovviamente, dalla scaletta verrà scartato (per esempio “L’olimpiade” e “le cose che non dici”), però non se n’è sentita la mancanza, sia per le nuove entrate che per come è stata gestita la scaletta intera. Causa di queste continue Hit, però, aumentano i Madley, ben tre in questo tour (o almeno a San Siro), però, come dicevo, l’importante è che certi brani vengano fatti, amen se manca una strofa viene tagliata o una parte musicale in meno, con Ferro contano i pezzi, l’esibizione (a dir poco perfetta) e la scenografia (della quale anche molti artisti esteri dovrebbero avere invidia).
Uno dei momenti più attesi dal sottoscritto? Da amante della musica e, soprattutto, quella cantautorale, la cover di Tenco, a dir poco spaziale.
Veramente complimenti a Ferro, la band e chiunque ha lavorato sopra e sotto il palco, piccolo appunto a Tiziano, hai fatto benissimo a ringraziare infinite volte il pubblico, giustamente, senza di loro non ci sarebbe stato tutto ciò (i conti parlano di 130.000 persone a San Siro nelle tre date della città Lombarda), però, almeno, in quella del 16, a parte la grafica sullo sfondo, non mi sembra d’aver udito un ringraziamento ai singoli musicisti, per tutto il resto, spettacolare! Consigliato e, al prossimo Tour (e non mi limiterò al secondo anello rosso)

“Completamente Senza tour” (live @ Forum Assago 11-05-2017 in Milano)

Senza (con Dario Faini)
Gli alberi
Vieni e cambiami la vita
Mare Balotelli
Fine dell’estate
L’ultimo grido della notte
Disperato
Sbagliare a vivere
L’importanza del cielo
E menomale/Autostrade umane/Io non esisto (medley acustico)
Proteggi questo tuo ragazzo (con Luca Carboni)
Luca lo stesso (con Luca Carboni)
Non caderci mai più
Fatto di te
Sold out
Per lei
Tra la strada e le stelle (con Elisa)
Il tuo maglione
Pamplona (con Fabri Fibra)
Non odiarmi

Bis:
Promiscuità
Completamente
Balla

“Completamentesenzatour” è una Tournèe dei Thegiornalisti che ha toccato due grandi città italiane come Roma e Milano, questo minitour ha toccato il soldout.
Magari molti di voi, leggendo questo post e seguendo il blog penseranno, ma che differenza ci sarà tra il “Completamente Tour” e questo? Le risposte sono veramente molte.
IL gruppo romano capitanato da Tommaso Paradiso e soci, visto l’enorme successo riscosso con i singoli tratti del loro album “Completamente sold out” hanno provato a passare a fare i loro concerti in una nuova dimensione, quella dei palazzetti, il risultato? Un grande salto di qualità.
Pur non avendo un album da promuovere il gruppo è riuscito a riportare sul palco una scaletta simile a quella del fortunato Tour passato aggiungendo brani nuovi e collaborazioni di altissimo livello, e, con un palco, da far invidia a molti artisti anche di livello internazionale.
All’interno del concerto troviamo ben quattro collaborazioni (più una non eseguita,
quella di Calcutta), la prima è quella di Dario Faini che apre il concerto suonando il nuovo singolo della band che da anche il titolo al tour, successivamente troviamo Luca Carboni che duetta su “Proteggi questo tuo ragazzo” e, subito dopo, sulla sua ultima hit scritta assieme a Tommaso e Faini, “Luca lo stesso” (e il pubblico del gruppo romano non è rimasto a guardare, nonostante non fosse ufficialmente loro il pezzo lo sapevano tutti a memoria!), poi troviamo Elisa, che, non so se sia per la posizione da dove ho visto io il concerto, strano ma vero, sembrava avesse il microfono spento, ultima collaborazione è quella del Rapper di Senigallia Fabrizio Tarducci, in arte Fabri Fibra, altro momento pieno d’adrenalina da parte del pubblico, unica pecca del brano? Mi aspettavo che lo suonassero con la band, invece s’è partiti con un “taccabbase!”
Da pelle d’oca anche il momento acustico contenente tre brani del loro primo album, inaspettatamente cantati da quasi tutti, ad eccezione di “Io non esisto” che l’hanno cantata tutti, energetico l’inedito d’apertura e commovente “Non crederci mai più”, singolo uscito a due giorni dalla data romana.
Questo sound che suona un pò anni 80 ha vinto sulla musica moderna, quando Raf cantava chiedendosi “cosa resterà di questi anni ’80” la risposta è solamente una, i Thegiornalisti

Pace (Recensione)

Pace
Tutto quello che volevi
Giocattoli
Semplice
Portami via
La felicità
L’essenza
Sono anni che ti aspetto
Andiamo
È più forte l’amore (con Bianca Guaccero)
Intanto

“Pace” è un album di Fabrizio “Moro” Mobrici pubblicato nel 2017, l’ottavo nella carriera del cantautore romano e, pubblicato a due anni di distanza dall’album “Via delle Girandole 10“.
Come ogni album di Moro non c’è niente a che fare con i progetti discografici precedenti, o quasi (per questa volta).
“Pace” oltre ad essere l’album con la quale Fabrizio torna a Sanremo col brano “Portami Via” è anche un album che ha avuto varie anticipazioni musicali, basta vedere il brano “Sono anni che t’aspetto” (pubblicato nel 2016) e, con la titletrack che è stata presentata dal vivo durante il “Fabrizio Moro Tour 2016″.
Questo nuovo progetto, molto più intimista e curato nei suoni.
L’album si apre con la titletrack, un lento in crescendo che lascia i brividi fin dal primo ascolto, subito alla fine si attacca con “Tutto quello che volevi”, un bel pezzo energetico prima di passare a un altro brano lento e altamente spettacolare, forse la canzone più bella dell’intero album, preparate i fazzoletti per “Giocattoli”.
L’album, da qui, è un alternarsi quasi equo tra pezzi lenti e carichi, di quest’ultima categoria il brano “Semplice” sembra quasi “omaggiare” brani del cantante romano come “Fammi sentire la voce”, mentre, invece, “L’essenza” sembra quasi ricordare il periodo iniziale della carriera d’artista indipendente, ovvero all’uscita dell’album “L’inizio“.
Arriviamo a parlare dalla penultima traccia, un brano d’ascoltare più volte prima di comprenderne veramente la profondità del testo, oltretutto, è la prima collaborazione incisa su un album Moro (già in passato sono state registrate altre collaborazioni come “Resta come sei” e “I nostri anni”, entrambi i pezzi in collaborazione con gli Stadio).
Come ogni suo album, come detto in precedenza, c’è sempre un nuovo mondo da scoprire e questo rende Fabrizio un vero e proprio grande Artisa.

“Completamente tour” (live @ Alcatraz 17-11-2016 in Milano)

Fatto Di Te
Gli Alberi
Vieni E Cambiami La Vita
Mare Balotelli
Il Tuo Maglione Mio
Sbagliare A Vivere
L’Ultimo Grido Della Notte
Disperato
Proteggi questo tuo ragazzo
Tra la strada e le stelle
Io non esisto
Fine dell’estate
Sold Out
Non Odiarmi
bis:
Per lei
Promiscuità
Completamente
Outro (Balla)

“Completamente Tour” è una tournèe intrapresa dal gruppo romano di Tommaso Paradiso, Thegiornalisti.
Personalmente non avevo mai seguito il gruppo fino all’uscita dell’ultimo album, però, un loro concerto, dopo l’ascolto di “Completamente Sold Out” e, successivamente, dei loro tre lavori precedenti, era qualcosa che m’incuriosiva.
Ho avuto la fortuna d’assistere alla data di Milano, la location è stata l’Alcatraz, il concerto si apre con “fatto di te” in versione “rivisitata” apposta per la serata, infatti l’introduzione del brano diventa “Oh ciao Milano, è tardissimo Sto tornando a casa e ti volevo dire Che sono completamente fatto Fatto di te”, sono bastate queste poche parole per mandare il pubblico in delirio e farlo ballare dal primo brano fino all’ultimo.
Tra brani movimentati in pieno stile anni 80 rivisitato in chiave moderna, momenti delicati come “Proteggi questo tuo ragazzo”(di conseguenza, oltre alla tutte le tracce della loro ultima fatica, sono stati eseguiti anche brani del repertorio meno recente). il concerto è risultato essere molto piacevole e divertente.
La capacità di Paradiso e soci è molto elevata, le atmosfere perfette, nessuna virgola fuori posto, la musica indie si prende ciò che si spettava da anni? Non sono un amante di questo genere, ma se dovessi calcolare solamente questa esperienza la mia risposta è di sicuro positiva.

“2facce” Kinzel & Megajex (recensione)

front

Intro
Orchestra
Non è che
Cosmo
Home sweet home
skit
2facce
Cocktail
Sangue e sabbia (feat Alex-x)
Alaska
Ish Milchama
Painful
(Bonus track) Painful (negative version)

“2facce” è un album del rapper Ivan “Kinzel” Barison e Megajex pubblicato nel 2016 a un anno di distanza da “10 e lode“.
Il ritorno del cantante dalla e della “voce roca” dopo aver provato un'”Intro” seria dove racconta brevemente la situazione del rap e dell’attualità in generale parte con un brano orchestrale (questa è una delle tante differenze tra questo nuovo album e il precedente sopracitato), nonchè il primo singolo di questo nuovo progetto discografico, una traccia che parla sempre d’attualità che porta la pelle d’oca che tratta della VERA uguaglianza che, purtroppo al mondo non abbiamo.
“2facce” mostra anche una vena più rock del cantante veneto come si può notare da brani come “Skit” e “Ish Milchama”, ma, logicamente, Kinzel non si fa mancare anche brani più legati alla sua storia musicale nella chiave hip-hop/rap come “Cosmo”, “2facce” (anche se contiene anche influenze più elettroniche).
Testualmente e musicalmente, questa nuova uscita, è nettamente superiore all’album precedente (nonostante anche l’altro album sia più che ben riuscito, nella recensione che feci il voto era più che sopra la sufficienza).
Come dice lo stesso Ivan, scaricare questo album che è gratuito (visto che spesso ci si lamenta del prezzo dei CD).
Veramente complimenti a Kinzel e Megajex per questa nuova uscita.

Voto: 9+

“The music of soul” (Recensione)

1

Nobody’s land
Emphaty
Ascension to paradise
Mimulus
Essential Spirit

“The music of soul” è un disco di Andrea Calautti.
Prima d’iniziare a parlare dell’album, come solitamente viene fatto nelle recensioni che si trovano all’interno di questa pagina, bisogna fare un piccola premessa. L’unico strumento utilizzato è l’hang drum, uno strumento a percussioni molto particolare (sia per forma che suono) che, se non lo conoscete, vi consiglio di scoprirlo direttamente con questo album.
I cinque brani sono stati scritti interamente dal musicista stesso e, come annuncia anche il nome del disco stesso, con le tracce contenute, si va a scavare dentro la pace e l’anima dell’ascoltatore, un disco unicamente strumentale che trasporta l’ascoltatore in luoghi rilassati e isolati.
Avete mai pensato di entrare in un vostro mondo e non pensare a ciò che vi sta attorno? La soluzione è proprio riassunta in queste 5 tracce (o in un evento dal vivo dello stesso musicista).
Ritmi suonati in Re minore, un universo nuovo che, per chi non conosce lo strumento (o anche per chi lo conosce) saranno ben felici (e soprattutto soddisfatti) di questo viaggio musicale, con uno strumento moderno come l’hang, ma con sonorità che richiamano alla meditazione e cura della persona allontanando i pensieri (almeno durante l’ascolto). Dite che mi sto trasformando in medico? Non direi, l’ascolto di “The music of soul” è consigliato in qualsiasi posto, musica rilassante che non stanca e nemmeno annoia (spesso e volentieri la musica rilassante è considerata pesante all’ascolto prolungato).
Veramente complimenti ad Andrea Calautti per averci regalato questa musica.