Global Spirit Tour (Live Palaalpitour@ Torino 11-12-17)(Concerto)


Going Backwards
It’s No Good
Barrel of a Gun (con un estratto da “The Message” di Grandmaster Flash)
A Pain That I’m Used To (in versione “Jacques Lu Cont’s remix”)
Useless
Precious
World in My Eyes
Cover Me
Sister of night
Home
In Your Room
Where’s the Revolution
Everything Counts
Stripped
Enjoy the Silence
Never Let Me Down Again

Judas
Walking in My Shoes
I feel you
Personal Jesus

“Global Spirit Tour” è una Tournèe dei Depeche Mode che ha toccato varie date italiane nel 2017 (e torneranno anche nel 2018 con Milano e una nuova data a Barolo aggiunta oggi stesso). Oltre alla data del quale parleremo sta sera ricordiamo che abbiamo partecipato anche a San Siro.
Perché andare a vedere di nuovo i Depeche Mode? i motivi sono davvero tanti, ed essere andati due volte lo stesso anno ve lo dimostra, e, oltre a me, vorrei citare anche una frase tratta da “Cover”, brano di Caparezza che canta così: “suonare musica per le masse da casse rosse come quelle dei Depeche Mode, fare concerti così fighi che li rivedrei”, come dargli torto?
L’energia che trasmettono Dave Gahan e soci è sempre la stessa, una bomba assoluta, brani storici, accostati magari ad alcuni meno conosciuti (ma che il pubblico sa) mischiati con quelli del nuovo album sono una ricetta che anche Cannavacciulo si leccherebbe i baffi (e barba).
Una delle tante caratteristiche che differenziano i Depeche Mode da altri gruppi sono gli effetti scenici, che, tra luci e video che scorrono dietro le loro spalle, trasportano colui che partecipa allo show una visione del brano che viene eseguito più intima e diretta. Ma vogliamo parlare anche della scaletta? Simile ma differente, (a quanto pare quella dell’11 era diversa anche da quella del 9, sempre della data Torinese), quanti gruppi al giorno d’oggi cambiano scalette ad ogni data? A meno che non si parli di Bruce Springsteen dove è addirittura il pubblico a chiedergli i brani mi sembra nessuno.
Momenti ballabili, momenti lenti, il pubblico viene letteralmente trasportato, anche se, rispetto alla data di San Siro (sarà forse la location) ho visto un pubblico più spento, per il resto nessun appunto da fare al gruppo inglese, anzi! Speriamo di fare una terza recensione per la data di Barolo, ma vedremo.

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Brutal Planet
No More Mr. Nice Guy
Under My Wheels
Department of Youth
Pain
Billion Dollar Babies
The World Needs Guts
Woman of Mass Distraction
Guitar Solo
Poison
Halo of Flies
Feed My Frankenstein
Cold Ethyl
Only Women Bleed
Paranoiac Personality
Ballad of Dwight Fry
Killer
I Love the Dead
I’m Eighteen
bis:
School’s out/Another brick in the wall

 

“Spend the night with Alice Cooper” è uno show/concerto che è tornato in Italia dopo più di un anno che Vincent Furnier e band non sbarcavano nel bel paese.
Lo spettacolo, il primo in Italia dopo la pubblicazione dell’album “Paranormal”, nonostante lo spettacolo abbia lo stesso nome del precedente e, solitamente Alice Cooper, non fa molti cambi di scaletta nonostante i pezzi nuovi, questa volta ha davvero stupito il pubblico.
Oltre ad iniziare con uno dei brani più amati dai seguaci più accaniti (Brutal planet), ha deciso di puntare, come sempre su classici, però, aggiungendoci qualche chicca, infatti, già a inizio concerto, troviamo “Pain” che, anche se non rispecchia la versione originale (che al suo interno comprende il pianoforte come strumento) mostra la sua porca figura (purtroppo, nel bel paese ha tolto un brano che non faceva da anni e che in altre date precedenti ha portato, ovvero “Lost in America”). Altri brani, come “The world needs Guts”, torna in scaletta dopo anni, mentre “Woman of Mass distraction” si conferma brano apprezzato dal vivo, tanto che, dal tour dell’anno scorso, è tornata definitivamente in scaletta.
Purtroppo, l’unico brano tratto dal nuovo album è stato “Paranoiac Personality”, mentre invece, tutto il resto, è stato ascoltato nel preconcerto, anche se molti speravano di sentire la Title-track dal vivo.
Ha stupito il pubblico la mancanza di due brani storici e, allo stesso tempo, immancabili nelle scalette della band di Vincent, ovvero “The Black Widow” (che solitamente apre il concerto) ed “Elected” (che solitamente chiude definitivamente il concerto).
Ovviamente Alice e band trattano sempre alla grande il pubblico, tra grandi suonate, momenti di Shock Rock del quale Cooper ne è fondatore e inarrivabile maestro, tra teste mozzate, ghigliottine, Frankeinstein e molti altri suoi personaggi interpretati nel corso dei brani suonati.
Quasi 70 anni e la vita di Cooper (se non fosse per il concerto che è durato meno del solito) e sembra sempre essere l’eterno 18enne che calca il palco a inizio carriera. Sempre stupendo vederlo dal vivo.
Lo attendiamo dal vivo nel 2018 con i suoi Hollywood Vampires a Lucca e a Roma.

“Di certo non andran lontano” (Recensione CD)

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Soundcheck
Nudi in una mansarda mentre fuori c’è la rivoluzione
Canzone per Pàmela in occasione dell’otto di marzo
Linoleum
Mi sono ubriacat con te
Pàmela
Una mattina
X agosto
Questa tua voglia di Correre
Ape Regina

“Di certo non andran lontano” è il primo album del gruppo friulano dei Fotogenici pubblicato nel 2016.
La band, in questo album suona brani dallo stampo rock demenziale “contaminato” da gruppi come Elio e le storie tese e gli Skiantos ispirato al film “Io sono fotogenico” (film di Dino Risi con Renato Pozzetto, Edwige Fenech, Aldo Maccione e Massimo Boldi) con in aggiunta modi di dire, detti friulani, uno dei tanti esempi citabili è “meglio mangiare una torta in tanti che una merda da solo” (cit. “Pàmela”).
Da primo ascolto (avvenuto senza aver visionato il film sopracitato) l’album aveva un impatto ironico, allegro e bello carico. Dopo avere visionato il film, tutto comincia ad avere più senso (non che prima non lo abbia, però alcuni passaggi sfuggono), alcune battute del film vengono anche riproposte all’interno delle canzoni, il che rende tutto più fedele al film.
Oltre ai riferimenti al film vengono anche citati musicalmente molti brani, uno su tutti, in “x agosto” è “Impressioni di settembre”, “Born to be Abramo” in “questa voglia di correre” (assieme a moltissime altre citazioni).
Come detto prima, l’album risulta essere molto divertente e bello anche con la lacuna di non aver visto il film di Risi, però, è solo col film che si può apprezzare veramente tutti i particolari della prima opera del gruppo friulano.
Un’altra bella trovata sono i nomi che si sono attribuiti i vari componenti del gruppo, ovviamente tutti legati al film, come anche la biografia che appare all’interno del loro CD, vi ho incuriositi troppo?
Piccolo appunto sui loro live, molto coinvolgenti, divertenti, semplici inteso come scenografia) e indimenticabili, davvero da non perdere ne CD ne esibizione!

“La notte timida – 29-10-2017 Ruggeri dei Timidi al Fabrique di Milano” (Recensione Concerto)

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“La notte timida” è un evento che è stato svolto al Fabrique di Milano da parte di Ruggero de I Timidi il 29 Ottobre 2017 accompagnato da vari compagni di viaggio che da inizio carriera ad ora (4 anni) hanno duettato o solamente collaborato con lui.
Il concerto è iniziato con un video che mostrava Ruggero che aveva mollato la musica, e, convinto da Rudy Zerbi è salito sul palco iniziando con il suo brano più famoso “Timidamente io”.
Tra un brano e uno scatch di Ruggero c’è stato tempo per vari ospiti, Rudy Zerbi come detto prima, Germano Lanzoni (il milanese imbruttito), Solydoro (all’anagrafe Fausto Solidoro, famoso per essere stato Mario de Janeiro a Zelig), i Vallanzaska, Roberto Ferrari e l’immancabile compagna (anche di vita) Fabiana Incoronata Bisceglia.
Oltre ai brani contenuti nell’album “Frutto proibito” e i vari brani usciti solo sul web (come “l’Estate del Reggaeton”, “Perdere l’amore (imene)” e “Vibratore”) ANdrea Sanbucco (vero nome di Ruggero) ha deliziato il pubblico con dei brani inediti e parodie completamente inedite che già al secondo ritornello il pubblico cantava a memoria, mentre i brani già conosciuti, ovviamente, non c’era persona che non li cantasse.
Dalle fonti non risulta che sia stato fatto il sold out, ma la location era praticamente piena, per una “Notte romantica” indimenticabile.

Grazie mille Ruggero

 

“Cotti in fragranza di reato” (recensione album)

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Viziato
Culinaria
Transgenico
Attaccati al tram (Reload)
Quasi quasi faccio il politico (Reload)
In prigione, in prigione (cover Edoardo Bennato)

“Cotti in fragranza di reato” è il secondo album dei Toga, pubblicato a tre anni di distanza dalla loro prima fatica “Diritto e castigo“.
Come spesso capita, nelle band, la formazione può variare, in questo caso si è passati da una band di ben sei elementi ad averne quattro, il risultato? sempre une vera e propria bomba (sia sul disco che dal vivo).
Il nuovo disco si apre con i tre inediti dell’album, che, sempre con la loro vena ironica basata sul vero rock’n’roll (in questo disco più Hard Rock che mai) mostra che i quattro hanno ancora energia da vendere e sempre qualcosa da dire, comporre i loro brani, visto le tematiche e come vengono affrontate, non sono mai esposte in modo banale, anzi, grazie al loro stile ci si riesce a farci anche una risata sopra.
Subito dopo seguono i due brani apripista dell’album precedente, quelli che le radio hanno passato di più, in versione “Reload”, brani leggermente modificati nel testo, ma ancora più potenti di prima, proprio come meritano d’essere.
“In prigione, in prigione” cover molte volte eseguita dal vivo da parte della band, personalmente a prima volta che la sentii fu al Locale San Vittore di Milano, brano perfettamente nel loro stile che non fa minimamente rimpiangere la versione originale del cantante partenopeo.
Un album d’ascoltare più e più volte per provare a stancarsi, con risultato nullo ovviamente, come sempre grandi Toga, anzi, non mancate il 28 ottobre al Bar Verga di Milano!

 

Alice Cooper – Paranormal (Recensione Album)

  1. Paranormal (CD1)
  2. Dead Flies (CD1)
  3. Fireball (CD1)
  4. Paranoiac Personality (CD1)
  5. Fallen In Love (CD1)
  6. Dynamite Road (CD1)
  7. Private Public Breakdown (CD1)
  8. Holy Water (CD1)
  9. Rats (CD1)
  10. The Sound Of A (CD1)
  11. Genuine American Girl (CD2)
  12. You And All Of Your Friends (CD2)
  13. No More Mr. Nice Guy (live) (CD2)
  14. Under My Wheels (live) (CD2)
  15. Billion Dollar Babies (live) (CD2)
  16. Feed My Frankenstein (live) (CD2)
  17. Only Women Bleed (live) (CD2)
  18. School’s Out (live) (CD2)

“Paranormal” è un album del cantante americano Alice Cooper, all’anagrafe Vincent Demon Furnier, si tratta del ventisettesimo album in studio pubblicato a sei anni di distanza dal precedente “Welcome 2 my nightmare” e a due anni di distanza da “Hollywood Vampires” dell’omonimo supergruppo del quale lo Zio Alice fa parte assieme a Joe Perry, Johnny Deep e svariati soci.
Ci sono voluti sei anni per avere un nuovo disco solista di Vincent, ne è valsa la pena? Direi proprio di Si!
come al solito Cooper riesce a mettere tutto se stesso nei propri brani, che già dalle poche tracce che sono state pubblicate in anteprima sul web, si sarebbe capito che si sarebbe trattato di un album bomba (le canzoni in questione sono “Paranoiac Personality” e la title track).
In “Paranormal” troviamo anche lo special guest di Larry Mullen degli U2 (che registra quasi tutte le tracce dell’album), di Billy Gibbons degli ZZtop (riconoscibilissimo nel brano “Fallen in love” e, per ben due tracce dall’Alice Cooper Band nella formazione originale, si tratta di “Genuine American Girl” e di “You and all of your friends”.
Questa volta, Alice c’ha regalato un doppio CD, il primo di solo inediti, il secondo con i due inediti con la formazione originale e delle tracce live registrate il 6 Maggio 2016, però, detto sinceramente (e parlo da fan) questa seconda parte del CD (mi riferisco solo ai live, non agli inediti) poteva anche non essere pubblicata, per il semplice fatto che, i brani registrati nella data, sono i classici brani storci che, ormai, da anni, Alice regstra in ogni CD/DVD che fa dal vivo, avesse fatto qualche brano suonato poco dal vivo avrei rivalutato molto di più questa seconda parte, però, per tutto il resto non posso dire assolutamente niente, anzi, chapeau a colui che porta da anni alta la bandiera Shock Rock.

Depeche Mode – Global Spirit Tour 2017 (Recensione concerto 27-06-17)

Going Backwards
So Much Love
Barrel of a gun
A pain that i’m used to (Jacques D’Cont remix version)
Corrupt
In your room
World in my eyes
Cover me
A question of lust
Home
Poison heart
Where’s the revolution?
Wrong
Everything counts
Stripped
Enjoy the silence
Never let me down again
Somebody
Walking in my shoes
Heroes (cover di David Bowie)
I feel you
Personal Jesus

 

“Global spirit tour” è una tournèe del gruppo inglese Depeche Mode che ha toccato (al momento della scrittura ha toccato e, domani toccherà) tre stadi italiani, Roma, Milano e Bologna, nel mio caso, ho potuto assistere alla data milanese.
E’ un periodo che mi sto togliendo un po’ di sfizi, non lo nego, vedere i Depeche Mode era un desiderio che mi girava nella testa da tempo e, finalmente, assieme ad altre 55.000 persone (solo a San Siro) sono riuscito a evadere questo mio sfizio.
Dopo l’introduzione del concerto con l brano “Revolution #9” dei The Beatles, Dave Gahan e soci salgono sul palco e iniziano con la loro festa.
Il gruppo di Basildon inizia con alcuni brani del nuovo album, l’apertura spetta al loro ultimo singolo, “Going Backwords”, tratto dalla loro ultima fatica pubblicata a marzo di quest’anno.
Le parole per descrivere sono davvero poche, purtroppo, e di sicuro non si può riuscire ad esprimere per bene lo spettacolo vissuto, tra Dave Gahan che è un animale da palco ancora adesso, i grandi brani in scaletta, i testi, gli arrangiamenti a dir poco eccezionali (ma questo lo si sa anche senza andare a un concerto), le grafiche formate da tre schermi fa sembrare tutto una grande festa (e infatti il concerto s’è rivelato essere tale).
Il pubblico che non si ferma mai (sia su pezzi ballabili che su quelli più lenti) è la conferma che il gruppo, nonostante i quasi 40 anni d’attività (eh si, quest’anno sono 37 anni dalla prima formazione) che la vera musica non muore mai, infatti, c’era ogni fascia d’età ad assistere a tutto ciò.
Quando arrivano i momenti dove il pubblico si “autoattribuisce” il compito di fare i cori si va avanti per un bel po’ con la band che asseconda il pubblico e, dai maxischermi, si può notare la felicità di questa cosa da parte dei Depeche.
Inutile dire che i momenti dove tutto lo stadio s’è fatto sentire è quando vengono fatte le canzoni tratte dall’album “Violator” del 1990 (si parla di brani come “World in my eyes”, “Enjoy the Silence” e “Personal Jesus”, no non è una raccolta quest’album per chi non lo sapesse).
Personalmente, il momento da pelle d’oca, è stato l’omaggio all’amico David Bowie con la reinterpretazione di “Heroes” (per chi non lo sapesse è il brano preferito dal sottoscritto) e, sentirla cantare da loro, è stata veramente una grande emozione
Nonostante tantissime hit tolte dalla scaletta come “Precious”, “Heaven”, “Strangelove” “Just Can’t Get Enough”, “Dream on” e molte altre questa grande festa (visto che ormai l’abbiamo definito così) è assolutamente qualcosa da rivedere, infatti, molto probabilmente, il mio prossimo acquisto saranno i biglietti per Assago